Wren Olson

Dubium Sapientiae Initium

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    «I tempi corrono, vecchio mio. Ben presto persino tu dovrai scegliere da che parte stare.» La voce dell'avvoltoio sembrava più gracchiante del solito.
    L'uomo col cappello si limitò a sorridere senza calore e a rimanere in silenzio.
    «Ormai è solo questione di tempo. L'Ordine prevarrà, lo sai meglio di me.» Il volto putrescente di Daraeg si deformò in quello che doveva essere un sorriso «E quando succederà, gli ignavi saranno trattati esattamente come i nemici. Inutile dire che non è mia intenzione ammazzarti. Di soggetti interessanti come te se ne vedono pochi al giorno d'oggi.»
    Il volto di Olson rimase fisso nella sua maschera di ostentato divertimento. L'avvoltoio invece rise, roco, in seguito a un pensiero che nemmeno Olson poteva anche solo lontanamente immaginare.
    «Ma che ti parlo a fare? Lo so meglio di te che continuerai a startene rinchiuso nei tuoi castelli di carte, al riparo da tutto.»
    L'uomo col cappello sorrise con più decisione, e si mandò su gli occhiali rotondi col palmo della mano. A volte si stupiva di come anche i colloqui con uno degli esseri più scaltri dell'universo potessero essere noiosi.
    «Olson.» Stava intanto sussurrando l'altro, più rivolto a se stesso che al suo interlocutore «Da quanto tempo tieni questo cognome da sempliciotto? Una cinquantina d'anni? Di certo è uno dei più brutti che tu ti sia mai scelto.» il tono dell'avvoltoio era quasi seccato, ma Olson sapeva che argomenti così futili erano ben lungi dal destare davvero il suo interesse. Era solo un modo come un altro per cambiare discorso.
    «Wren Olson.» rimarcò Daraeg, gli occhi infossati fissi innanzi a sé «L'uomo senza ricordi.»
    Olson sorrise ancora, stringendosi nel cappotto color catrame.


    Il corpo_____

    L’uomo senza ricordi. La maggior parte di coloro che incrociano la sua strada lo vedono solo come un semplice, stanco ed infermo uomo sui sessanta, apparentemente non curante di tutto ciò che accade attorno a lui. Zoppo da tempo ormai immemore alla gamba sinistra, compensa il suo handicap con un bastone di legno rovinato, dall’impugnatura finemente intagliata. Una figura nera, Olson: perennemente avvolto in un vecchio cappotto scuro, indossa sotto di esso una semplice maglia e dei pantaloni, altrettanto neri, e delle vecchie scarpe eleganti, di cuoio. Vestiti che coprono un corpo vecchio, abbastanza esile, ormai incapace di scatti o sforzi eccessivi, ma che appare tuttavia retto, composto, orgoglioso anche nell’andatura scostante che gli impone la gamba zoppa. A coprire parzialmente la pelata, un cappello a tesa larga, dal quale non si separa mai, che gli ha valso spesso il soprannome de "l'uomo col cappello". Ma è probabilmente il volto la peculiarità che distingue l’aspetto di Olson da quello di un banale vecchietto infermo: teso, immobile, perennemente pacato. In realtà, sarebbe più opportuno dire “inquietantemente”: tra i lineamenti rigidi e affilati, domina un perenne, innaturale, freddo sorriso. Un sorriso criptico, di pressoché impossibile interpretazione, eppure disarmante.
    Nessuno conosce il colore dei suoi occhi; forse, non lo ricorda nemmeno lui stesso. Gli occhiali neri li ricoprono costantemente da tanto, troppo tempo.


    WREN OLSON
    Immagineprova
    ... E fu la mia salvezza.»


    «Perché mi hai portato qui, Olson?» non sembrava una vera domanda. Voleva sentirglielo dire di persona, e lui l'avrebbe accontentato. Si sistemò gli occhiali con il palmo.
    «Hai paura che i gusci vuoti ti trovino?» ironizzò lui, pronunciando le prime parole della serata. Si riscoprì avere la bocca leggermente impastata.
    «Questa poi.» Daraeg sembrò stare al gioco, assumendo una pseudo espressione offesa «Un Maestro dell'Ordine che ha paura dei Nessuno. Sarebbe davvero nuova.» Olson sorrise ancora, tenendo lo sguardo fisso avanti, sull'enorme castello fluttuante dell'Organizzazione XIII a pochi isolati da lì. Sotto di loro, l'oscurità infinita del mondo che non esiste li osservava, come in attesa.
    «Voglio scoprire cosa intendano fare con il Kingdom Hearts.» furono parole decise, puntuali. Daraeg emise uno strano suono gutturale, più simile al verso di un uccello che ad una risata. «Lo sapevo, Lo sapevo! Tu, vecchio stronzo e le tue verifiche senza senso. Quegli scarti della natura rivogliono solo il loro cuore; neanche sono consapevoli del potere su cui stanno mettendo le mani.» Stavolta il tono dell'avvoltoio era serio; era finito il tempo dei giochi e Olson ne era più che consapevole. «So a costa stai pensando, Olson. "Quel furbone di Derax magari la pensa come me."» l'espressione di Daraeg era quantomeno disgustata «Fidati, lascia perdere. Sei troppo intelligente per perdere tempo con gente simile.»
    Olson strinse le dita attorno al manico del bastone e posò lo sguardo sull'immenso cuore che dominava il cielo. Forse, anzi, quasi sicuramente Daraeg aveva ragione. Eppure non ebbe la forza di maledirsi per quell'impeto di curiosità. Lui era curiosità. Lui doveva sapere.


    La Mente_____

    Olson era uno psicologo, questo se lo ricorda. Non ricorda se avesse successo, se gli piacesse il suo lavoro; ma una cosa gli è rimasta chiara in mente, un unico, grande insegnamento che gli ha lasciato quella parentesi di vita mortale: la consapevolezza che l'uomo è chaos. La mente dell'essere umano non è nient'altro che un'accozzaglia di desideri, pulsioni, istinti che se lasciati liberi lo portano a commettere le peggiori atrocità. E oltre a non saper controllare tutto questo, l'uomo non lo sa neanche conoscere, non lo può conoscere. Per sua natura, il calderone ribollente dell'Es non può far altro che essere interpretato. Del resto, era questo il suo lavoro, come psicologo. Interpretare. Eppure c'era qualcosa di sbagliato, nella sua analisi; qualcosa di profondamente, radicalmente, tragicamente insensato. Perché voleva interpretare le persone? Per risolvere, alleviare i loro problemi? E a che scopo? Il calderone dell'Es non può essere chiuso, si diceva. A cosa serviva interpretare i problemi se questi non si risolvevano? Una ricerca senza risultati poteva davvero essere definita tale?
    La risposta a cui arrivò fu tragicamente ma consapevolmente negativa. In fondo lui per primo odiava non poter conoscere se stesso; lui, tra le menti più curiose e critiche del suo pianeta, non sapeva neanche spiegarsi perché avesse paura degli imbianchini. Non aveva assolutamente senso!
    Doveva rimediare. Doveva trovare il modo di eliminare la costante "emotiva", anzitutto da se stesso. Quando trovò il modo fu una vera e propria liberazione. In realtà, il come abbia ottenuto tale potere ha un che di paradossale: il suo desiderio era di fatto così forte, la sua volontà così opprimente che il cuore di Olson, allora non del tutto padrone di se stesso, cedette all'oscurità. Evento non poi così raro, invero; ma ciò che avvenne dopo fu spaventosamente unico: Olson resistette dal trasformarsi in Heartless, divenendo così, a tutti gli effetti, un essere che più tardi scoprì classificabile come "Soldato dell'Oscurità"; un essere con la padronanza pressoché totale su questo immenso potere, in grado di mantenere la sua volontà e i suoi intenti originali; ma gli intenti di Olson andavano contro la stessa natura di Soldato dell'Oscurità.
    Utilizzò, in sostanza, il potere dell'Oscurità per obliare una parte dei suoi ricordi.
    "L'uomo è malato di ricordi", aveva letto in un libro il nome del cui autore non riesce a ricordare; e tale era anche la sua teoria. Scomparso il ricordo che genera un'ossessione, o comunque razionalizzato lo stesso, scompare anche l'ossessione. E così fu. Olson cominciò un certosino lavoro di selezione e oblio di determinate esperienze della sua vita, cancellando lentamente tutto ciò che poteva essere in lui motivo di debolezza: disgrazie, lutti, delusioni; ma anche figli, successi, matrimonio. Cancellati questi, cancellate le emozioni e i ricordi, l'oscurità non poteva più far presa da nessuna parte per asservirlo al suo potere: ormai era diventata sua schiava. E così, in breve, l'uomo col cappello cancellò quasi tutto il suo passato e la sua irrazionalità, fatta eccezione per un elemento: non toccò mai ciò che in lui aveva fatto nascere la curiosità. Perché in fondo, ormai, Olson è questo: un uomo dannatamente, profondamente, visceralmente curioso. E come potrebbe essere altrimenti, quando in te non rimane altro che quello, oltre ai rigidi meccanismi della ragione pure e fredda? Ma ad Olson va bene così. Lui ha eliminato tutto ciò che era irrazionale, restituendo la sua interiorità a se stesso. Ora ha il controllo totale delle sue azioni; nessuna costante sconosciuta, nessuna pulsione inspiegabile: solo pensiero affidabile e incondizionato. Ora è un essere perfetto.


    «Ricordami perché siamo amici, Olson.»
    L'uomo col cappello rimase spiazzato, ma tenne il suo stupore prigioniero dietro le lenti degli occhiali scuri. «Perché siamo spiriti affini, immagino.» Mentiva.
    «Questa è la più grossa stronzata che tu abbia mai detto.» Ribatté l'avvoltoio, secco «Entrambi troviamo interessante e curioso il comportamento dell'altro. Il nostro è un rapporto di puro interesse.»
    «E come potrebbe essere altrimenti?» Si intromise Olson, il suo tono calmo e naturale «Nessuno dei due ricorda anche solo lontanamente cosa sia l'amicizia.» Daraeg sorrise, mettendo a nudo anche l'altra metà dei denti marci.
    «Vero.» Ammise «Ma ciò non giustifica il perché tu passi ore della tua vita con un essere che teoricamente dovresti odiare.»
    Olson non rispose, non ce n'era bisogno. Sia lui sia Daraeg sapevano che simili discorsi non li avrebbero mai portati da nessuna parte. Si sistemò il cappello con la mano libera e compì qualche faticoso passo in avanti, portandosi più vicino al cornicione del grattacielo nero. Il rumore che il bastone produceva contro il pavimento in cemento rimbombava nell'aria carica di nulla. «Io ti salverò, vecchio mio.»
    «Lo dici almeno una volta l'anno.» Fu la secca, quasi annoiata risposta «Io non devo essere salvato proprio da nessuno, men che meno da te.»
    Olson lo ignorò ed evocò un varco oscuro; sorrise, constatando con piacere come l'oscurità fosse sempre sotto il suo rigido controllo, mansueta. «Settimana prossima, stessa ora?» Chiese, tranquillo.
    «Se davvero sarai così stupido da mettere piede nel castello del nulla dubito ci rivedremo mai.» commentò l'Avvoltoio, serio e pungente. Ma prima che potesse terminare la frase, Olson era già scomparso nel buio.


    I Fini_____

    Ma qual'è dunque lo scopo dell'uomo senza ricordi? Quale il suo fine ultimo, che muove e tiene viva la sua sfrenata curiosità? Una sola parola potrebbe contenere l'infinità di concetti da esprimere: filantropismo. Da psicologo quale era, Olson "ama" l'essere umano, la sua specie, ciò che è riuscito a fare nel corso del tempo e la posizione che attualmente occupa nell'universo. L'uomo è giunto a dominare perché non poteva essere altrimenti: l'uomo è superiore alle altre razze per natura, poco importa lo stato in cui versa il suo cuore. Tuttavia anche le razze dominanti presentano difetti e il filantropismo insito in Olson l'ha sempre portato a cercare di porvi rimedio. Tale difetto era proprio ciò che in anni di analisi psicologica aveva inutilmente cercato di risolvere: l'irrazionalità dell'uomo. E quando attraverso il suo potere e quello dell'oscurità era riuscito ad eliminare questo scomodo aspetto da se stesso, la deduzione fu praticamente immediata: se aveva funzionato con lui, se con tale procedimento era riuscito a creare un essere perfetto, perché non doveva funzionare anche con gli altri? In fondo, prima di lui, tutte le parole spese da psicologi, filosofi e letterati non erano nemmeno lontanamente riuscite a centrare il problema. Belle parole, certo, bella retorica; ma il MALE profondo insito nell'uomo non può essere estirpato così, c'è una contraddizione di fondo in un simile procedimento: non possiamo eliminare ciò che fa parte di noi. Sarebbe come tagliarsi un arto o una vena senza motivo. L'aiuto doveva arrivare dall'esterno, un aiuto che costringesse l'uomo a fare quel suo bene che per natura non è in grado di fare. Il come ottenere questo aiuto era un po' più problematico. Il potere che Olson aveva sviluppato attraverso il magistrale controllo dell'Oscurità dentro di lui non era ancora sufficiente ad interagire con successo con i ricordi altrui, o almeno, non integralmente. Doveva trovare un'altra via. E quale altro modo per risolvere un così nobile e grande desiderio se non attraverso la fonte di ogni potere? Se non attraverso il fantomatico, onnipotente Regno dei Cuori? Ottenere un tale potere gli avrebbe finalmente permesso di espandere il suo progetto ideale di uomo perfetto ad ogni essere senziente dell'universo, un percorso orizzontale di liberazione e salvezza per l'umanità intera. Tutti gli uomini, da lì in avanti, l'avrebbero piantata con tutte quelle stupide guerre in nome di un'invisibile entità trascendente, sia essa chiamata Luce, Oscurità o Dio: tutti avrebbero vissuto secondo gli incondizionati, puri, giusti dettami della ragione. Niente pulsioni inspiegabili, niente guerre, niente odio. Solo convivere pacifico e ricerca, curiosità, desiderio di miglioramento e fratellanza reciproca nella perfezione. E quando finalmente questo progetto utopico si sarebbe realizzato, avrebbe distrutto Kingdom Hearts. Non avrebbe fatto sì che il suo uomo ideale vivesse come un qualsiasi Nessuno: l'uomo non doveva ricordarsi dei sentimenti, come gli esseri senza cuore. I sentimenti andavano distrutti, cancellati da qui all'eternità. Non si doveva guardare al passato, nella società della perfezione.
    Da lì in poi l'umanità, grazie a lui, avrebbe vissuto un'interminabile era di pace e concordia. Un'era senza padroni e monarchi, poiché non necessari; un'epoca senza regole, poiché sostituite dall'infallibile morale della ragione. Un era di perfezione che lui stesso avrebbe regalato all'universo.


    _____Il Libro dei Ricordi_____
    Parlando del passato di Olson non si può non parlare del Libro dei Ricordi. Un libro di piccolo formato, rilegato in pelle nera, all’apparenza assolutamente normale. In realtà, in esso, Olson fa confluire tutti i ricordi che decide di eliminare dalla sua mente. Quando infatti decide di obliare un particolare episodio, Olson, sotto l’influsso del potere dell’oscurità, scrive in questa sottospecie di diario; le parole che fluiscono in tal modo, sotto l’influenza del suo potere, raccolgono i suoi stessi ricordi (attiva a costo nullo). Ad Olson basta leggere la prima parola per ricordare all’istante il contesto di quel ricordo, leggere tutto per farlo tornare alla mente come l’avesse appena vissuto. Ovviamente un simile espediente è puramente funzionale alla situazione attuale: l’uomo perfetto che Olson sogna non deve mantenere nulla del suo passato, non deve mai guardare indietro. Ma al momento, mentre l’uomo col cappello è ancora solo contro la follia e l’irrazionalità del mondo , ogni ricordo potrebbe tornare utile in particolari situazioni. Tuttavia Olson si guarda bene dal rivelare il suo segreto agli altri; in fondo, il fatto che il libro contenga i suoi ricordi è un vantaggio non indifferente , poiché rende praticamente impossibile ad un eventuale nemico colpirlo a livello mentale sul suo passato (passiva inferiore), ma Olson non sa quali potrebbero essere le conseguenze se il prezioso libro venisse distrutto: è da escludere che i ricordi possano tornare dentro di lui, ma è sempre meglio non correre rischi. Di seguito, sono riportati alcuni tra i passi più importanti del libro, passi che Olson ha sempre evitato accuratamente di rileggere.

    Vecchi nomi: il mio primo nome fu Winston Foster. All’epoca, ero un povero psicologo di periferia, che campava a stento; le mie idee erano già scomode allora. Per qualche motivo, suonava fuori luogo uno psicologo che sognava la razionalità di se stesso. Avevo una moglie e due figli, ma erano arrivati ad odiarmi. Mia moglie perché non portavo il pane a casa, i miei figli perché stavano sempre con mia moglie. Io non odiavo lei, né i miei bambini, né i miei pseudo-colleghi. Anzi, in qualche modo li compativo; in fondo ero ancora come loro, potevo capirli. Tutto questo finché nel mio mondo non arrivò lei, l’Oscurità. Mentre questa mi guidava nel mio percorso verso la perfezione, assunsi subito un nuovo nome. Winston Foster, lo psicologo sognatore che non aveva mezzi per poter mandare avanti i suoi scopi, era già morto. Da quel momento, divenni Septimus Woolf. Septimus era perfetto solo a metà, poiché mi occorsero circa trent’anni per eliminare ogni ricordo, dalla mia infanzia al presente. Divenni Wren Olson quando fui sicuro di aver estirpato anche l’ultimo tra i ricordi per me dannosi. A quel punto, sia Winston, sia Septimus erano solo una parentesi infelice. Wren Olson era pronto per la seconda parte della sua missione salvifica.

    Daraeg: Lo incontrai quando ero ancora Septimus Woolf. Decisi di dimenticare l’incontro con lui perché controproducente, ma il mio attuale rapporto con l’Avvoltoio è di particolare interesse; in fondo, è una delle poche persone che riesce davvero a stuzzicare la mia attenzione. Era una notte di Novembre quando l’incontrai, pioveva. Mia moglie mi aveva appena cacciato di casa per la settima volta quella settimana e per la settima volta aveva detto che avrebbe chiesto il divorzio. Povera donna. Se sarà ancora in vita, un giorno libererò anche lei. Daraeg era fuori all’altro lato della strada, avvolto nel suo mantello nero. Sembrava aspettarmi e, notando ciò, io “accettai la sfida”. Quando gli passai accanto, l’ombrello in una mano e il bastone nell’altra, mi bloccò con poche parole secche. Disse che aveva letto i miei lavori, che voleva parlare con me. Fu una magnifica, ma pericolosa conversazione: Daraeg era d’accordo su molti punti dei miei lavori, in disaccordo su molti altri. Allora Septimus non era ancora perfetto: per la prima volta, dubitai delle mie posizioni. Appresi che anche lui stava sfruttando l'oscurità, ma in modo assai diverso dal mio: la perfezione che ricercavo io era quella della mente; lui la ambiva attraverso la ricerca del potere. Parlammo per diverse ora poi, all'improvviso, scomparve nella notte. Lo incontrai di nuovo poco più avanti, ma da quel momento in poi il nostro rapporto è diventato innocuo.

    Il bastone: Quando accadde, quasi non mi accorsi di essere diventato zoppo e tutt'ora non ne comprendo a fondo le cause. Per questo ho deciso di obliare i miei ricordi a riguardo, ma credo che butterò comunque giù qualche ipotesi. Accadde poco prima del mio incontro con Daraeg: il mio processo di perfezionamento-oblio era praticamente a metà. Lentamente, la mia maestria nel maneggiare l'oscurità saliva e il controllo che quest'ultima esercitava su di me calava. Da lì a breve, sarei stato in grado di usarla senza il minimo rischio. In realtà, fui un po' ingenuo a credere che l'oscurità si sarebbe fatta buggerare così, da un povero vecchio. Ed è per questo che credo si sia presa la mia gamba sinistra. Non potendo più far leva sulla mia parte irrazionale -essendo questa scomparsa- andò direttamente a colpire il mio fisico. Meglio lui che la mia volontà, su questo non ho dubbi. Ora, al posto della mia gamba, ho un bastone. Non so perché abbia appena deciso di dimenticare anche come abbia ottenuto quest'ultimo; sta di fatto che fu l'ultimo regalo di mia moglie. Pietà? Ultimo residuo di un amore da tempo morente? Non mi interessa.

    La mia età: Non sono sicuro di voler ricordare quanto sono vecchio. No, immagino continuerò a scrivere, non è decisamente il caso. Attualmente, se i miei calcoli sono esatti, dovrei essere in vita da 104 anni. Mese più mese meno. Il mio processo di invecchiamento venne brutalmente rallentato quando l'oscurità prese possesso di me, giungendo, al momento attuale, quasi a fermarsi del tutto. Piuttosto comodo invero. Quando di fatti l'oscurità entrò a far parte del mio corpo, avevo e dimostravo 50 anni: allo stato attuale, ne dimostro a malapena 60 e ne ho più di 100. Ma sono solo numeri che non mi devono interessare. Io vivrò abbastanza da completare la mia missione; tanto basta.

    Ci sono una decina di pagine, alla fine del libro, che hanno però qualcosa di diverso, di speciale. Scrivendo in quelle pagine, perlopiù vuote, Olson non rischia di perdere la memoria. Tali pagine sono inaugurate da un titolo, in corsivo fine: "Le Pagine dei Nomi". In tali pagine, com'è intuibile, Olson annota tutti i nomi degli individui interessanti che incontra sul suo cammino, riportandone modalità d'incontro e aspetti interessanti. Ovviamente, se un particolare incontro desidera invece essere obliato, il nome andrebbe a finire direttamente nelle pagine "standard".





    _____Le Capacità_____
    Olson non ama il combattimento. Lo trova la più infima maniera di far valere le proprie ragioni, sebbene chi adopera in tal maniera di ragione non ne abbia in generale. Tuttavia questo è unicamente il suo pensiero, uno tra i pochissimi in un universo pieno di pesci cane, e questa consapevolezza l'ha sempre tenuto in guardia: se l'uomo non è in grado di adoperare in modo diverso, allora anche lui, all'evenienza, sarebbe dovuto essere in grado di rispondere. Del resto, non può rischiare che tutti i suoi nobili fini vadano al vento perché ad un gorilla non in grado di ragionare un giorno venga voglia di staccargli la testa. No, sarebbe quantomeno deplorevole. Difesa, dunque, niente di più. Olson non utilizza mai le sue capacità per attaccare, a meno che non si tratti di attacchi strettamente verbali.

    L'analisi: Che Olson fosse uno psicologo è già stato più volte rimarcato, ma non è mai stato detto se fosse bravo nel suo lavoro. In realtà, nonostante le critiche mossegli dai colleghi, Olson era effettivamente piuttosto talentuoso nel suo mestiere. Aveva imparato a conoscere la mente umana in maniera accurata, per quanto, ovviamente, quei meccanismi caotici potessero essere razionalizzati. Che poi avesse deciso di estraniarsi da tutto quello, è un'altra questione. Ciò che è più importante, è che la sua già iniziale bravura, combinata con il generale miglioramento portatogli dall'ingresso dell'oscurità nel suo corpo, hanno fatto sì che l'uomo col cappello diventasse un maestro nell'interpretazione dei comportamenti umani. Trovandosi di fronte ad un individuo, di fatti, Olson potrà dire con quasi assoluta certezza se il suo cuore sia più incline alle concezioni comuni di bene e male, se, cioè, in lui sia dominante la luce o l'oscurità o se, nei casi estremi, il cuore l'individuo non ce l'abbia affatto (Passiva razziale - Perspicacia). Ma la capacità di analisi di Olson va ben oltre il semplice saper determinare un allineamento. L'uomo col cappello è molto più esperto, molto più avanzato di così. Ogni movimento, ogni espressione, ogni parola può suggerire in lui un pensiero o un meccanismo particolare del subconscio. In realtà, grazie anche e soprattutto al potere dell'oscurità, tale strabiliante capacità tende a sfiorare la lettura del pensiero. Olson è di fatti così esperto nella lettura, nell'interpretazione e nell'associazione, che a volte la semplice intuizione rompe le barriere del buonsenso e sfocia direttamente nella psiche dell'altro, nei suoi recessi più nascosti. Ovviamente, tutto ciò ha la durata di un effimero secondo, l'entità di un'unica immagine. Se ad esempio l'individuo di fronte a lui avesse una particolare reazione -sia essa più o meno evidente-, Olson potrebbe riuscire a captare il ricordo, l'input che ha causato quel comportamento. E diciamocelo: a volte, vedere che chi sia ha di fronte riesce quasi a leggerti nel pensiero, anche se solo per un secondo, potrebbe essere un colpo ben più doloroso di un pugno in pieno muso. Tale abilità è considerabile come un'influenza psionica passiva, ed è come tale contrastabile ("Le movenze della psiche", Passiva normale - 20 AP). Come se non bastasse, a volte Olson tende anche a diventare leggermente cinico, nell'utilizzo di questa sua capacità. In realtà non è vera cattiveria -lui non può, per forza di cose, essere definito intrinsecamente "cattivo"-, più che altro è... sperimentazione. L'uomo col cappello adora ammirare le reazioni della gente quando consta che il povero vecchierello infermo può entrargli nella mente; ed è ancor più "emozionante" quando ciò che è nella loro mente viene sbattuto loro davanti. A volte, infatti, Olson si diletta nel creare, con il supporto della sua inseparabile alleata serva -l'oscurità-, una piccola ma subdola illusione mentale. Dopo aver raccolto informazioni a sufficienza sulla mente, i ricordi e le persone importanti della vita di colui che gli si trova di fronte, Olson batterà due volte a terra il bastone: compiuto tale semplice gesto, il mondo attorno a lui e al suo avversario si farà scuro, minaccioso e calmo al tempo stesso. Dall'oscurità, cominceranno ben presto ad emergere delle figure: le figure che Olson stesso ha scrutato nella mente del suo avversario, distorte grottescamente a suo piacimento. Non faranno alcun male al soggetto, essendo delle illusioni, ma se il bersaglio dovesse avere un parametro mente molto inferiore a quello di Olson, il malcapitato potrebbe addirittura credere che quelle figure siano reali. Un po' crudele, forse, ma non può farci nulla: adora vedere le reazioni dei suoi avversari quando si trovano di fronte al loro passato; lo aiuta ulteriormente a bearsi del suo stato. La tecnica, essendo a consumo basso, non infligge automaticamente danno alcuno: starà alla lealtà del giocatore reagire opportunamente alle visioni. La durata è di due turni (Attiva razziale a costo basso - Il mio mondo).
    Tra le altre cose, il fatto di conoscere alla perfezione i meccanismi mentali, unito all'impareggiabile padronanza conferitagli dalla sua nuova mente iper-razionale, hanno reso Olson anche estremamente "resistente" ad eventuali trucchi simili ai suoi: chiunque cercherà, verbalmente parlando, di fuorviarlo dai suoi scopi, dai suoi sacri intenti, troverà a riceverlo una volontà ferrea, inamovibile, temprata dalla consapevolezza psicologica e interiore di essere nel giusto (Passiva razziale - Ostinazione).

    L'Oscurità: L'Oscurità, che Olson lo voglia o meno, è ormai per lui una presenza fin troppo familiare. Certo, è sotto controllo, schermata dalla sua parte razionale, ma Olson, nonostante sia consapevole che sia un sacrificio necessario, si sente quasi sporco a tenersela in corpo. Per questo motivo, è veramente raro che l'uomo col cappello faccia ricorso ai poteri che tale entità offre lui, cercando sempre di risolvere i conflitti sul nascere grazie alla sua invidiabile oratoria. Tuttavia, suo malgrado, è capitato più volte che le parole e i giochi mentali non bastassero a risolvere un inghippo; e in quei casi, l'oscurità è stata l'unica variabile a separarlo dalla rovina. Questo anzitutto in ambito difensivo: Olson può, di fatti, rendere il suo corpo composto di pura oscurità per qualche secondo. All'atto pratico, ciò permette ad Olson di ignorare qualsiasi colpo fisico che vada a colpire quel punto particolare. Per quanto riguarda colpi magici e psionici, i danni verrebbero applicati normalmente. Il difetto di tale abilità è evidente: essa permette si di eludere la totalità dei colpi fisici, ma Olson deve pregare che l'arma che ha portato quel colpo non sia ancora nel suo corpo quando questo tornerà alla normalità: se ciò dovesse accadere, le conseguenze potrebbero anche rivelarsi letali. In termini di gioco, quest'abilità è da considerare come una difesa assoluta contro i colpi fisici. ("Lo svanire della carne", Attiva a costo basso - Essenza). Ma capita anche -raramente, ma capita- che Olson utilizzi il potere dell'Oscurità anche per l'attacco diretto. E in verità, quando ciò accade, l'entità che tutto permea è sfruttata in maniera alquanto subdola. Olson può, difatti, utilizzarne un po' per ricoprire una parte a scelta del suo corpo (o, al limite, anche la punta del suo bastone) e rendere quella parte tagliente esattamente come una spada. Ovviamente, ciò non fa l'arto o il bastone resistenti come una spada vera. L'aura si manifesta come uno strato di pochi millimetri di spessore, di un tetro color nero-viola ed emanante un leggero fumo del medesimo colore. Nel confronto con altre abilità e nel confronto tra statistiche, l'abilità è considerata magica (basata dunque sull'essenza) e come tale sono da considerare i danni -nonostante l'aura sia comunque in grado di tagliare. Non un'abilità estremamente adatta al suo "stile", è vero, ma non può permettersi certo di uccidere il nemico a bastonate, nel caso in cui se ne dovesse presentare l'incontrovertibile necessità. Di base, l'abilità dura due turni ("La trappola del buio", Attiva a costo medio - Essenza). Ma è anche importante ricordare quelli che sono i segni che l'oscurità lascia un po' in tutti i "soldati" come lui, nonostante Olson abbia sempre detestato essere paragonato agli altri esponenti della sua "razza". Come loro, tuttavia, può controllare l'oscurità con una facilità indubbiamente maggiore rispetto a tutti gli esponenti delle altre razze, specie considerando il livello di controllo che, grazie ai suoi espedienti, è riuscito a raggiungere. In parole povere, Olson può controllare l'Oscurità utilizzando meno energia di quanta ne impiegherebbe qualsiasi altro uomo (il 3% di energia in meno, per la precisione) (Passiva razziale - Nucleo Oscuro). È inoltre risaputo che molti, tra i Soldati dell’Oscurità, siano piuttosto bravi a rimanere sempre coerenti alla loro linea di condotta. Non altrettanto in molti sanno che alcuni di loro sono parimente bravi a far cambiare quella degli altri. In realtà, non si tratta di nulla di più di una non indifferente abilità oratoria, unita, ovviamente, al classico e onnipresente aiuto dell’Oscurità. Poche parole, un piccolo consumo di energia, e la tenebra permeante il corpo e l’anima di Olson andrà ad attaccare direttamente la psiche dell’avversario: se il tutto è svolto in uno stato di complessiva tranquillità (fuori dal combattimento, e con l’avversario ben disposto al dialogo e ancora non ostile), le parole assumeranno alle orecchie dell’interlocutore un suono allettante, vagamente e inspiegabilmente veritiero, certo diverso dall’effetto che gli avrebbero fatto in condizioni normali. Nulla più che un metodo di convinzione, dunque: sia esso usato per dar più credibilità ad una bugia un po’ troppo ardua, o per convincere l’altro di una propria idea o posizione, è indifferente; l’Oscurità nella mente dell’avversario lo renderà praticamente incapace di comprendere l’inghippo della situazione. Ovviamente, l’abilità non va presa come un lavaggio del cervello: se attraverso essa si riuscirà a convincere l’avversario di una posizione o di un fatto, tale convinzione non durerà per sempre, ne potrà essere particolarmente potente o estrema (non si potrà comandare all’avversario di suicidarsi, per fare un esempio). In particolare, il tutto sparirà non appena la coltre di tenebra calata sulla sua psiche svanirà, ovvero dopo due turni dall’attivazione della tecnica. In ogni caso, numero di turni, potenza dell’effetto ed eventuali danni mentali (di base non presenti) saranno determinati dalla differenza dei parametri “Mente” dei due contendenti. (Attiva razziale, costo Medio - Questa è la via)
    Ma c'è un'altra abilità, più potente, più terrificante, che sfrutta l'Oscurità presente in olson: questa ha natura magica, elemento Tenebra. In seguito a particolari parole o gestualità personalizzabili, ogni ombra naturale presente in un raggio di una decina di metri intorno a Olson sembrerà prendere forma, volume e vita: in una manciata di secondi, l’avversario vedrà le ombre popolarsi di fauci, artigli, volti bestiali fatti di pura entropia e tenebra. Come prolungamenti naturali delle ombre stesse, questi esseri mostruosi si muoveranno, mai staccandosi completamente dalla loro ombra “madre”, fino a un massimo di cinque metri dalla loro posizione originale; il loro corpo abominevole si deforma man mano che si allontanano dalla posizione di partenza. Tali esseri non sono da considerare evocazioni: potranno essere al massimo 3 in tutto, ma il danno complessivo (prettamente magico, essendo essi fatti di pura ombra) che infliggeranno non potrà mai superare -di base- il danno alto. Al termine del turno, a prescindere se abbiano o meno inflitto il loro danno, le creature scompariranno, come risucchiate dalle ombre che li hanno generati. Essendo a tutti gli effetti delle creazioni magiche, possono essere distrutte con altri tipi di manifestazioni dello stesso tipo; passandoci attraverso si subisce invece il danno previsto per quella particolare creatura, ma a quel punto la manifestazione “colpita” scomparirebbe. (Attiva razziale, costo Alto - Ciò che l'ombra ciela)
    Ma ci sono altri modi, con i quali l'oscurità può ferire. Modi più diretti, più fisici. E siccome entrare in corpo a corpo e sfruttare l'alone che può ricoprire il suo bastone non è sempre una mossa saggia, Olson ha sviluppato un'altra abilità per far sgorgare il sangue. La tecnica ha natura Magica, elemento Tenebra e consiste fondamentalmente nella manifestazione di alcune entità magiche (non superiori tuttavia all'ordine delle decine) che prenderanno la forma di rasoi e, dopo aver galleggiato per alcuni secondi attorno a Olson, schizzeranno rapidamente verso l'avversario, roteando su se stesse per aumentarne la pericolosità. Tali armi infatti, pur essendo create dalla magia, saranno in tutto e per tutto reali, potendo senza alcun problema infliggere tagli sul corpo delle vittime (per tale motivo, nel difendersi va considerata la statistica del Corpo). Svaniranno dopo aver percorso alcuni metri. (Attiva razziale, costo Medio - Rasoi d'Ossidiana)
    La via più diretta per la corruzione passa per la caratteristica più attraente dell'oscurità: la possibilità di utilizzarla per potenziare ogni aspetto del proprio essere. Il corpo; la mente; le capacità magiche; ogni cosa. Come ogni altra abilità derivante dall'elemento oscuro, Olson è riuscito a fare in modo che anche questa lasciasse intatta la sua integrità mentale; per i danni fisici, purtroppo, non è riuscito a fare nulla. Il potenziamento donato dall'oscurità è estremamente versatile, certo; ma il principio dello scambio equivalente normalmente valido per le magie è qui raddoppiato: al termine del potenziamento concesso dall'abilità, infatti, Olson subirà anche un danno pari al consumo speso. (Attiva razziale di potenziamento, costo Variabile - The true darkness!)

    Gli amici : Lo sapeva, Olson. Lo sapeva di non essere in grado di combattere da solo, di essere “troppo vecchio”, troppo malato, per la barbara logica del confronto di potere. Evelyne gliene dette conferma: nonostante la sua astuta strategia, nonostante l’aiuto dell’Oscurità, alla fine la sua disabilità lo punì. È Principalmente per questo, che Olson ha deciso di trovarsi degli amici. E non soltanto del genere di Kevan, il Keyblader rinnegato entrato al suo servizio con la “persuasione”, ma anche amici… “di natura diversa”. Lo scoprì poco dopo la sua diatriba con la Principessa, di essere in grado di farlo; di essere in grado di usare l’oscurità per creare chi potesse combattere al posto suo. E di poterlo fare, tra l’altro, con una certa dose di maestria. In termini di gioco, le evocazioni chiamate da Olson possono richiedono il 4% di energie in meno rispetto al normale costo. (Passiva Superiore - “Il Cameratismo dell’Ombra”).
    Sono dunque molti, e variegati, gli amici di Olson. Ha dato loro forma con cura meticolosa, così da avere a disposizione un piccolo squadrone che potesse, a tutti gli effetti, combattere al posto suo. Ma come? Come mettere a punto una simile forza? Con quale criterio organizzarla?
    La soluzione gli arrivò in sogno, e lo fece svegliare con una risata.
    I tarocchi. Gli arcani. Perché no? Era così dannatamente ironico. Avrebbe mondato l’umanità dalle superstizioni, dalle passioni, dai sentimenti… con il gioco, la superstizione che maggiormente le incarnava! Avrebbe preso quei simboli, quei farlocchi, vuoti simboli di sentimento e destino per distruggere ciò che loro stessi rappresentavano! Era perfetto.
    Era perfetto.



    0 - The Fool

    Il numero 0. Dove tutto comincia e dove tutto finisce. Le infinite possibilità. Un concetto poliedrico.
    Lo Stolto non è definibile: è l’essere umano nella sua forma più pura, più primitiva, prima ancora che questo si apra al mondo delle relazioni. E Olson ne tenne conto, nel dargli forma. Ritenne importante, di fatti, renderlo uno tra i suoi amici più potenti, più temibili, più cari. Perché era lui ad essere il principio di ogni male. Lui il punto di partenza di qualsiasi relazione, di qualsiasi passione, di qualsiasi mostro aberrante un uomo potesse diventare.
    Nella sua carta, lo Stolto è rappresentato come un uomo di età indefinibile, dal volto coperto da un cappello da contadino. I suoi abiti sono semplici, senza identità, senza colore. Porta con sé soltanto un lungo bastone in legno e un cane dalle piccole dimensioni; un bastardino marrone e gli occhi neri, spenti. Esattamente come quelli del suo padrone. E fu proprio questa la forma che Olson gli dette.
    Le infinite possibilità.
    Rifletté a lungo, su cosa questo potesse significare. Come doveva dare forma ad un essere che doveva rappresentare le infinite possibilità? Rendendolo adatto a qualsiasi evenienza? Sì, probabilmente era la soluzione migliore.

    Il bastone dello Stolto non è come tutti gli altri. Attraverso di esso, l'uomo dagli occhi spenti può incanalare il suo potere, la sua forza poliedrica. Se infatti Olson, grazie alle sue capacità di analisi, avrà intuito qualcosa sullo stile di combattimento del suo avversario, potrà comandare allo Stolto di "cambiare" la natura del suo bastone. Così, quando questo andrà a segno, potrà colpire l'avversario nel suo punto debole, se ne avesse uno. In termini di gioco, questo si traduce nella capacità dello Stolto di cambiare la statistica che va a colpire il bastone (di base Corpo, può diventare anche Essenza o Mente) e, di conseguenza, sulla quale il bastone si basa. Nel caso in cui vada a colpire l'essenza, questo diventerà di oscurità pura; nel caso in cui vada a colpire la Mente, questo diventerà trasparente, intangibile, andando a trasmettere, se a segno, delle forte scariche alla mente dell'avversario. L'entità base del danno, se questo dovesse essere tradotto in Essenza o Mente, è Basso. Com'è logico, trattandosi di una passiva, un colpo del bastone verrà sempre sopraffatto da una tecnica. [Passiva Normale]

    [C - 90 | E - 90 | M - 90 | V - 90 | D - 90 | C - 90]



    I - The Magician

    Il numero 1. Azione, iniziativa, manipolazione, potere. Il Mago è questo ed altro. Il Mago è la manifestazione suprema della ricerca, della scalata. In un certo senso, è tra gli Arcana che può dirsi più vicino alla vera mentalità di Olson; con una differenza fondamentale: il Mago ricerca il potere per interesse personale, per cupidigia; l'uomo col cappello lo cerca per il bene di tutti.
    Nella sua carta, il mago non ha un aspetto definito. Si intravedono due mani, due occhi e una fiamma, la manifestazione più comune del concetto di "Magia". Così Olson, a causa di questa mancanza di particolari, fu costretto a lavorare "di fantasia". E il Mago, il suo Mago, prese la forma di un vecchio slanciato, magro al punto di risultare scheletrico, avvolto in una lunga, macabra veste nera. Dal suo capo, dei lunghissimi capelli di un rosso sbiadito arrivano fin quasi al suolo. Come per lo Stolto, anche gli occhi del Mago sono neri, sbiaditi, spenti, a tal punto che è quasi impossibile distinguerli nelle ombre delle sue cavità infossate.
    Il Mago non ha strumenti. Olson ha ritenuto fosse la cosa migliore, dato che nella carta la fiamma viene generata direttamente dalle mani dell'evocatore.

    Ed è proprio il fuoco il potere del Mago di Olson. Un potere classico, quasi banale, ma indubbiamente efficace. Ponendo le mani davanti a sé, il Mago potrà generare una sfera di medie dimensioni, composta di fuoco magico puro. Lanciandola, questa procederà con velocità e potenza Media per una decina di metri, per poi dissolversi. La direzione iniziale non è modificabile. [Attiva a costo Medio]

    [C - 40 | E - 190 | M - 90 | V - 50 | D - 50 | C - 100]



    II - The Priestess

    Il numero 2. Conoscenza, saggezza, mistero. La Sacerdotessa è questo ed altro. Manifestazione della calma, della compostezza e del potere sfruttato con cognizione, è probabilmente l'Arcana che più si avvicina al carattere di Olson, stavolta senza differenze particolari.
    Nella sua carta, la Sacerdotessa è rappresentata come una donna vecchia, con un lungo cappello da cerimonia. E così Olson le ha dato vita. La sua Sacerdotessa è infatti una donna anziana, curva e magra, vestita di una lunga tunica bianca, piena di simboli religiosi. Il suo volto, severo ma mite, trasmette un misto di conforto e soggezione. I lunghi capelli grigi, nascosti in parte dal lungo copricapo argenteo, le cadono dietro la schiena.
    Nella mano destra, la sacerdotessa porta un bastone da cerimonia, lungo ed elabrato, che utilizza per lanciare le sue magie.

    E quale altro tipo di magia potrebbe recare con sé una sacerdotessa, se non una magia di protezione? Del resto, rispecchia molto il carattere di Olson, per il quale, da sempre, la difesa è stata preferibile all'attacco. Alzando dunque il suo bastone cerimoniale al cielo, la Sacerdotessa sarà in grado di evocare una barriera sferica, bianca come la luce più pura, con la possibilità di crearla o attorno a se stessa o attorno al suo evocatore. Trattandosi di una difesa a 360 gradi, ad un consumo Alto corrisponderà una difesa di entità Media. La tecnica è istantanea, e protegge da attacchi di carattere Fisico o Magico. [Attiva a costo Alto]

    [C - 40 | E - 180 | M - 70 | V - 40 | D - 40 | C - 180]



    XIII - Death

    Il numero 13. La Fine di tutto. Il termine della vita, il termine delle sofferenze. Colei che ogni uomo teme e agogna. Il punto d'arrivo. La Morte.
    La sua creazione, per Olson, ha richiesto ore ed ore di riflessioni e struggimenti. Per la prima volta, nella sua vita, fu costretto a fronteggiare cosa significasse per lui l'idea della Morte. Un ostacolo? Una nemica? Probabilmente. Ma al contrario degli uomini comuni, lui non ne aveva paura. Era... infastidito, dalla sua presenza. Come se fosse nient'altro che un ostacolo come tutti gli altri, nient'altro che un possibile sassolino a intralciare il suo percorso.
    Ma per gli altri... -aveva sorriso, nel realizzarlo- per gli altri non era così. Nessuno, tranne lui, poteva vantarsi di avere un simile rapporto con la morte. Quindi perché non sfruttare questa superiorità con i suoi avversari? Perché non metterli davanti alla domanda alla quale lui così facilmente aveva risposto: "Cos'è per te la Morte?".
    Nel suo Arcana, la Morte è rappresentata da un teschio. E così gli ha voluto dar vita Olson. Un teschio enorme, dalle cavità oculari profonde come pozzi di catrame, bianco come la luna.

    Il teschio comparirà dietro Olson, esattamente dietro di lui. E osserverà. Osserverà la sua vittima potenziale, colui che deve rispondere alla domanda. E se il bersaglio ricambierà lo sguardo, se i suoi occhi si incontreranno con quelli della morte, allora l'illusione partirà. Allora la risposta sarà data.
    Pochi secondi, ore, giorni o anni. Non importa. La vittima li vivrà tutti. E ogni istante sarà impregnato di Morte. Ogni istante sarà vissuto nella consapevolezza di dover morire a quel giorno, a quell'ora. E il modo, banale o terribile, blando o eclatante, lo deciderà lui: l'uomo col cappello. L'uomo che a quella domanda ha già risposto.
    In termini di gioco, Morte non è da considerare un'evocazione come gli altri arcana. Sarà, invece, una semplice tecnica istantanea che si baserà sulla statistica Mente di olson. Trattandosi di un'abilità illusoria l'effetto è solo estremamente debilitante, non arrecherà danno psionico in senso stretto. [Attiva razziale a costo Critico - "Memento"]



    Edited by Frenz; - 2/2/2016, 10:25
     
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    Wren Olson, Soldato dell'Oscurità, Rossa.
    Oggetti: Oliarco x2, Crowns: symbolcrownargentosymbolcrownargentosymbolcrownargento (815), Fama: 0

    AP: 650/669 (Statistiche: 490 | Abilità: 160) (Il libro dei ricordi: 20)
    Munny: 10660


    Tabella e Riassunto
    Così che le parole non vengano contaminate


    BaseRossa P.Q. A&OTotale
    Corpo20±0±0±020
    Essenza75+50+15±0140
    Mente85+50+15±0150
    Concentr.80+40+10±0130
    Velocità20+10±0±030
    Destrezza20±0±0±020


    L'analisi; Perspicacia (inferiore razziale), Ostinazione (inferiore razziale), Il mio mondo (attiva razziale a costo basso), Le movenze della psiche (Passiva normale - 20 AP)
    L'Oscurità; Nucleo Oscuro (passiva razziale normale), Questa è la via (attiva razziale, costo medio - 5 AP), Lo svanire della carne (attiva personale a costo alto - 20 AP), La trappola del buio (attiva personale a costo medio - 15 AP), Rasoi d'ossidiana (attiva razziale a costo Medio, gratis Gialla), Ciò che l'ombra cela (attiva razziale a costo Alto, gratis Verde), The true darkness! (attiva razziale di potenziamento, variabile - 20 AP).
    Gli amici; Il Cameratismo dell'Ombra (Passiva Superiore personale - 25 AP), The Fool (Evocazione a costo Alto - 20 AP), The Magician (Evocazione a costo Medio - 15 AP), The Priestess (Evocazione a costo Alto - 20 AP), Death (Attiva razziale a costo Critico, "Memento", gratis Rossa).
    Il Libro dei Ricordi; Oggetto incantato, 20/20 AP.


    Le pagine dei nomi (Quest fatte):

    In Dubium veritas - "Un sogno oscuro, un incontro odioso. La Principessa è riuscita a trasmettermi qualcosa, quindi non la cancellerò dalla mia memoria. Evelyne. Non dimenticherò mai questo nome.

    La Polvere e la Memoria - "Ho deciso di seguire il "consiglio" di Evelyne, e mi sono finalmente deciso a visitare il castello dell'Oblio. Come previsto, assumerne il controllo non è stato difficile. Sebbene mi addolori, sarà attraverso questo potere che il mio scopo proseguirà. Ho anche trovato un nuovo amico: Kevan Raynold, una volta Keyblader. Assumere il controllo della sua mente martoriata non è stato complesso a livello fisico, ma il mio piano morale ne è uscito devastato. Purtroppo, non ho altra scelta."

    To lose is to Find - "Il mio controllo assoluto sul Castello non ha perdurato. Avrei dovuto prevederlo. Daraeg mi aveva avvertito, ma avevo deciso di non credergli. Ne ho pagato le conseguenze. Quando un'altra ragazza, Noel, è entrata nel Castello, la violenza degli attacchi di rigetto del Castello si intensificò. Non potendo farmi dimenticare, mi fece ricordare. Ricordai mia moglie, ricordai i miei figli. Dovrò scrivere i loro nomi nel diario quanto prima; il loro ricordo non fa altro che rallentarmi. In ogni caso, Noel si è rivelata speciale. In lei risiedono molte anime, molti... demoni. Demoni ai quali il castello sembra poter dar forma. Will è il più potente e indubbiamente il più sfacciato, l'unica al momento in grado di manifestarsi da sola. È scaltra. Dubito di poterla manipolare fino in fondo, ma devo almeno provarci.
    E poi, Daraeg è tornato. Approfittando della scomparsa dei miei poteri, è entrato con l'intento di uccidermi e di trovare la Stanza. A salvarmi sono state proprio Noel e Will. In loro, Daraeg ha visto qualcosa che gli ha fatto dimenticare persino la ricerca della stanza segreta. Devo indagare. Devo scoprire perché Noel è così importante per l'Ordine, per Daraeg e per Hazama. E a quanto pare l'inaspettato arrivo di altri ospiti me ne darà l'opportuna occasione."


    Modifiche effettuate:
    -(20/06/12) - Aggiunti 3 AP e 300 munny in seguito alla moderazione di "Slip to the void"
    -(30/06/12) - Aggiunti 11 AP, 180 munny e una razziale gratis energia gialla in seguito alla vittoria del contest "Abilità razziali" e la valutazione della scheda.
    -(25/08/12) - Aggiunti 10 AP e 600 munny in seguito a istituzione e correzione del contest "memorie"; aggiunti inoltre 2 AP e 200 munny in seguito alla moderazione di "Rebirth of Utopia".
    -(20/09/12) - Cambiata un'immagine saltata.
    -(22/10/12) - Aggiunti 4 AP e 460 munny in seguito alla correzione della quest "Ricerca, parte uno".
    -(17/11/12) - Aggiunti 17 AP e 1045 munny in seguito alla correzione della quest "La volontà di un piccolo essere umano", alla moderazione della quest "Il Giorno in cui Sbocciò il Fiore" e al quarto posto nel contest "Riflessione".
    -(12/05/13) - Adeguate le statistiche alle modifiche del regolamento.
    -(27/05/13) - Aggiunti 3 AP e 300 munny per la moderazione di "Crepuscolo ed Aurora".
    -(31/05/10) - Aggiunti 7 AP e 750 munny per la moderazione della quest "Treasure Hunt". Piccolissime modifiche grafiche. Aggiunti 7 AP e 350 munny in seguito al termine della quest iniziale "In Dubium veritas", aggiornamento delle statistiche ad energia rossa.
    -(16/06/13) - Aggiunti 8 AP, 420 munny e un Oliarco in seguito alla vittoria del contest "Leggende".
    -(06/07/13) - Aggiunti 6 AP e 300 munny per la moderazione della quest "Nuova Forma, Nuovo Legame".
    -(22/09/13) - Aggiunti 11 AP e 800 munny per le correzioni delle quest "Il portafogli bucato" e "Mirror".
    -(25/09/13) - Aggiunti per passaggio di Energia:

  3. Gialla:
  4. Rasoi d'Ossidiana
  5. Verde:
  6. Ciò che l'Ombra cela
  7. Rossa:
  8. Memento

    -(25/09/13) - Aggiunte le abilità "Il Cameratismo dell'Ombra", "The Fool", "The Magician" e "The priestess". Totale AP spesi: 80. Aggiunti 10 punti in Concentrazione.
    -(19/07/14) - Aggiunti 9 AP e 480 munny come premio della quest "To lose is to find".
    -(20/04/15) - Aggiunti, in tutto, 33 AP e 2950 munny ottenuti nei contest "Giallo +" e "Deep Dive reloaded" (per il quale è stato anche aggiunto un oggetto molto raro) e per la moderazione delle quest "Dietro le quinte", "Buio Pesto", "L'abbraccio del buio" e "inseguire un sogno".
    -(02/09/15) - Aggiunti 10 AP e 600 munny per l'organizzazione e valutazione del contest "Conflitto". Spesi 15 AP per aumentare la statistica essenza e altri 20 AP per aumentare la statistica Mente. Spesi 20 AP per l'acquisto della razziale "The true Darkness!".
    -(22/01/16) - Aggiunti 18 AP e 925 munny per l'organizzazione, moderazione e lettura delle quest facenti capo a "Ascend to Oblivion".

    CITAZIONE

    Qualche nota

    Non starò a scrivere di copyright, ma è inutile dire che sarei lieto se teneste le vostre manacce da ladroni lontane da Olson :jacko:
    In ogni caso, direi che qualche ringraziamento e richiamo sia d'obbligo: anzitutto, il personaggio originale -il prestavolto, intendo- è c (lol, e chi ha voglia di andare a cercare il simboletto?) di Yagi Norihiro. Le citazioni sono di Cartesio, a cui mando un bacione.
    Per il resto, ringrazio la mia musa e consorte, che probabilmente mi picchierà per averla ringraziata



    Edited by Frenz; - 22/1/2016, 22:19
     
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    Convalidata.
    Valutazione Generale (By .:Strange:.)
    Bene, bene.
    Che dire, vengo dalla correzione della scheda di un ottimo giocatore (MD) e passo a quella di un player altrettanto bravo e forse più esperto. Non vorrei sembrare ripetitivo durante le mie valutazioni, e ce la metto tutta ma, d'altronde, se ci sono da fare complimenti, gira che ti rigira si finisce sempre lì xD
    In ogni caso, prima della valutazione in sé, ci tengo a dare un paio di precisazioni, affinché coloro che leggano il giudizio non si facciano idee strane o altro.
    Questa scheda, essendo stata creata dal valutatore tecnico per eccellenza e dal “Capo” del forum, non avrebbe motivo per essere giudicata da un punto di vista strettamente tecnico, proprio perché perderebbe di significato anteporsi alle stime di colui che nel regolamento ci ha sguazzato il giusto tempo.
    In ogni caso, basta così. Se qualcuno ha da ridire qualcosa, che lo faccia privatamente ^___^

    Ora, passando alla scheda in sé:
    Un lavoro davvero molto interessante, ben studiato e non di meno inatteso. Chi si sarebbe mai aspettato di vedere nascere, dalle ceneri del giovane stupratore Karaz, un vecchietto psicologo un po' spostato? Di certo, l'unico punto in comune è l'oscurità che sta alla base di entrambi.
    Davvero davvero un lodevole lavoro che è stato un po' una sorpresa e che, se posso dirlo, a mio parere riflette anche il completamento di un percorso scolastico che in materia di filosofia, linguistica e diciamolo, anche maturità ti ha fatto compiere un evoluzione davvero notevole.
    Tagliando via questo discorso comunque, che siamo in clima di esami e te lo faranno i professori (:asd:) il personaggio è lavorato in maniera davvero fine, con dei piccoli cliché di originalità non indifferenti, come l'inserimento di quei piccoli paragrafi “pseudo-libro” prima di alcune sezioni. Bella idea davvero.
    Cosa che forse è ancor più lodevole però, è la semplicità con cui è stato trattato ogni argomento della stessa, perché non c'è un punto, una parte o comunque un passaggio della scheda che risulti troppo criptico o difficilmente afferrabile ad un possibile lettore; questo non vuole ovviamente dire che L'uomo senza ricordi sia un personaggio semplice - tutt'altro – ma che gli aspetti di lui che intendi far trasparire, quelli che devono – o possono – essere percepiti a seconda della tua volontà, si intendono bene e senza stare a sforzarsi troppo.
    Poi ovviamente, tra le righe sono nascoste decine di piccoli indizi che non potranno mai essere percepiti nella loro interezza (non senza aver dietro una preparazione adeguata, almeno) e di cui tu, e solo tu, sei il detentore; e questo conferisce alla scheda quel fascino che oserei definire quasi “esotico” in grado di renderla innegabilmente accattivante.

    In ogni caso ora, analizziamo le varie sezioni prese singolarmente:

    Il corpo: Escludendo il fatto che introduci tale sezione con una frase che con la sezione stessa ci dice ben poco, hai descritto il fisico in maniera abbastanza standard, senza nessun tentativo esagerato che avrebbe snaturato la scorrevolezza del testo. Molto caratterizzante il sottolineare le caratteristiche del viso con accenni alla bocca ed agli occhi(ali).
    Secondo me avresti potuto buttarci un paio di parole in più ma, l'unico motivo per cui ti passo la scelta di non averlo fatto, è che Wren davvero non è un PG per cui il corpo si fondamentale o necessiti di una descrizione puntigliosa ed assoluta che avrebbe di certo l'unico effetto di annoiare il lettore senza aiutarlo a capire meglio come sia fatto il personaggio.
    Insomma, diciamo che, rispetto al resto della scheda, questa parte è un pelino anonima e standard.
    Ma forse è giusto che sia così.
    La mente: Visibilmente e palpabilmente molto più lavorato e curato del paragrafo precedente e, forse, di tutti gli altri paragrafi della scheda. Non è una sorpresa in realtà, che il campo più dettagliato e studiato sia proprio quello riguardante la psiche del personaggio che, un po' dappertutto viene definita cardine e pilastro basilare del PG nella sua totalità.
    Ordine formale, semplicità (come già accennato) eppure descrizioni sottili e mirate, assolutamente in tema con il PG in ogni suo aspetto. Purtroppo, mio malgrado, non ho le conoscenze necessarie per capire tutti i collegamenti che sono stati fatti con filosofie che vanno ben oltre la mia attuale e portata e, nonostante lo specchietto finale sia certo un aiuto, non posso permettermi commenti più approfonditi che vorrei davvero fare; ma non posso e non sai quanto mi dispiaccia >___>
    I fini: xQ______ Ehm, perdonami, ma la follia insita in questa parte della scheda è stata particolarmente stimolante :look:
    Sebbene infatti la mente sia a mio parere più ordinato dal punto di vista del flusso narrativo, è con i fini che la scheda di Olson raggiunge l'apice della sua intrinseca e spostata bellezza. Una moralità di fondo davvero assurda caratterizzano questo personaggio rendendo la sua vita ed il suo operato davvero assurdi, specie per un soldato dell'oscurità. Si intuiscono un senso di diversità e di assolutismo senza eguali che più volte portano ad essere sbalorditi e chiedersi “ma com'è possibile concepire una cosa del genere?!”. È qui che si realizza quello che avevo anticipato; è qui che si può cogliere la stranezza e la raffinatezza della psiche del personaggio. Ma soprattutto è qui che è comprensibile quella vena di pazzia che lo contraddistingue per quello che è: un uomo malato; un uomo la cui concezione di fondo della vita è malauguratamente sviata e distorta.
    E questo è veramente splendido e inquadrante; anzi, diciamocelo, da sbavo.
    Purtroppo, il discorso fatto per la psiche vale anche qui: non ho saputo cogliere tutto, e me ne rammarico.
    Il libro dei ricordi: Caspita, questa idea è stata davvero molto ingegnosa. Hai inserito un sistema davvero efficacie per sottolineare con ancor più vigore il punto di vista di Wren Olson, eppure l'hai anche reso funzionale dal punto di vista narrativo, utilizzandolo come pretesto per dare al lettore accenni del passato, dell'aspetto e dei rapporti dell'uomo senza ricordi con se stesso e con gli altri. Interessante l'idea delle “pagine dei nomi” … spero vivamente di finirci un giorno o l'altro x3
    Le capacità: Anche qui potrei dilungarmi nei complimenti, ma non vorrei che ti montassi la testa, così do un paio di correzioni generali su alcune sfaccettature con cui sono in “disaccordo”.
    Ad esempio, nell'abilità personale “le movenze della psiche”: La definisci influenza psionica passiva ma, di fatto, non c'è nessun tipo di potere che influisce sulla psiche dell'avversario. È il tuo PG che capta il pensiero e poi lo usa a proprio vantaggio; indi, io la definirei semplicemente abilità passive, poiché appunto non è l'abilità in sé a causare danni al nemico.
    In realtà, non ho da dire altro. Tutto perfetto, in ordine e coerente al PG … la cosa mi lascia un po' stordito °__°

    Conclusione: Ho chiacchierato davvero tanto, e non mi sto quindi a dilungare più del necessario.
    Ti rinnovo i complimenti che ti ho negato parlando delle tecniche e … spero di poter ruolare presto con Olson, che mi sono già costruito una dozzina di castelli in aria xD

    Voto: 8.7

    Riassunto:
    Valutazione Generale:8.7
    AP Ricevuti: 8


    Edited by .:Strange:. - 25/6/2012, 17:05
     
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2 replies since 30/5/2012, 20:11   1263 views
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